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domenica 25 dicembre 2011

La globalizzazione dei sensi, il mio punto di vista.

Buongiorno a tutti.
Perdonate il mio modo di scrivere non certo scorrevole.

Con questo post vorrei mettere nero su bianco alcuni dei miei pensieri che "chi mi conosce lo sa" fanno parte del mio vivere quotidiano e che spesso mi portano a scontrarmi con chi fa di alcuni "slogan" o "spot" un arma di vendita o semplicemente di dialogo.

Andiamo più in profondità.
Vorrei parlare della moda, perché di moda trattasi, del cibo a "chilometri zero".
Tutti i giorni svolgendo, anzi tentando di svolgere, il mio lavoro, incontro persone che mi dicono che hanno "scelto" di lavorare solo prodotti locali perché vogliono valorizzare le produzioni del posto. E fin qui può sembrare anche una cosa nobile. Poi inizio a pensare a quanto questo sia limitativo, per loro e per i loro clienti, ma soprattutto a quanto sia incoerente.
Si, assolutamente incoerente!
D: il Caffé dove lo compri? E il cioccolato? Il sale? Il pane?
r: Ah no il pane lo compro dal mio fornaio di fiducia dietro casa!
Si ma il fornaio la farina dove la compra? Perché in Umbria dove c'era grano ora c'è Tabacco o pannelli solari e l'Italia importa oltre l'80% del grano che consuma. E la carne?
Io compro dal mio macellaio che ha i suoi fornitori locali!
Si, ma come fa a darti sempre filetti e bistecche, il bollito a chi lo vende? e il resto?
Io uso tagli poveri come la guancia di vitello!
Si, ma il vitello di guance ne ha solo due, esattamente come i filetti, non sarà più un taglio povero. E il prosciutto?
Io compro solo quello di Norcia, è Igp!
Si, ma l'igp Norcia permette di lavorare cosce di maiale di tutta Europa. Vedi.
http://www.coldiretti.it/aree/ambiente/mangiosano/Disciplinari%20IGP/Disciplinare%20Prosciutto%20di%20Norcia.htm
Potrei andare avanti per ore ma non voglio annoiarvi.

Ma torniamo a parlare dei chilometri zero, mi sapete dire che comunicazione fa un negozio biologico che mette accanto i prodotti a km0 a quelli Equo Solidali? Cioè faccio bene a comprare le zucchine di Spoleto perché inquino meno ma devo comprare la marmellata di arance dell'Equador?

Quando poi a parlare di chilometri percorsi sono organizzazioni come la Coldiretti, o Slow Food, che, giustamente, promuovono i prodotti DOP e tutto quello che di buono l’Italia agroalimentare produce, ecco, mi sembra una contraddizione.
Forse che il Lardo di Colonnata posso mangiarlo solo a Colonnata? La Cipolla di Tropea solo a Tropea? Non contano questi come chilometri?
Che senso ha andare contro il vino (per altro ottimo) importato dall’Austria,Germania o Francia, e poi compiacersi per le vendite di vino Italiano negli USA o in Giappone.
Ci vanno a nuoto le bottiglie a New York? Per non parlare di frutta e verdura: l’Italia è un paese esportatore, e una mela Italiana acquistata a Londra non è certo a “miglia zero”. Slow Food esalta il “formaggio a km 0” ma allo stesso tempo promuove, giustamente, il pecorino siciliano D.O.P. e i vari presidi.
La O di D.O.P. sta per Origine, e se io, in quel di Perugia, acquisto questo pecorino lo mangio in spregio al chilometraggio percorso. E, no! non ho il minimo senso di colpa

Insomma, un po’ di coerenza!
Mi dispiace, ma sento puzza di protezionismo, da un lato, e “ideologia spicciola” dall’altro.

Tra l’altro, vedendo le cose da un punto di vista globale, la cosa ha ancora meno senso.
Pensiamo per assurdo che da domani tutti comprino solo "intorno casa" significa che i produttori di Norcia dovrebbero produrre solo per i 5000 abitanti intorno o quelli di Cascia per 3000, risulato?

Volutamente non ho parlato di qualità dei prodotti perché è addirittura assurdo parlarne. Altresi credo che se c'è una eccellenza vada valorizzata da dovunque viene.

Permettetemi ora qualche considerazione personale: ma perché c’è tutto questo parlare di “chilometri zero” per il cibo e non per, ad esempio, l’acquisto di una bicicletta, o di un vestito, di un paio di scarpe o di un detersivo, o un mazzo di rose, o le sigarette o la benzina per l'auto?
Acquistiamo beni di consumo tutti i giorni. Se davvero uno crede (perché di ‘fede’ si sta parlando) nel “km 0” mi aspetto che applichi questa ricetta a tutti gli acquisti, non solo a quelli più comodi. Ho qualche dubbio che questo succeda realmente. Ho invece il sospetto che il km 0 vada bene sino a quando si tratta semplicemente di cambiare bancone da cui prendere la stessa tipologia di prodotto. Tutto sommato costa poca fatica e non bisogna documentarsi.

Tutto quello che scrivo e che dico è suffragato da dati ufficiali.
La prossima volta parliamo di pesce....

Grazie per l'attenzione.